I metano dà una mano

 allo smog

L'Antitrust: non è vero che non inquina. E l'Aem deve rettificare una pubblicità

Il mito del metano, inteso come energia completamente

 pulita (o quasi), era già evaporato da tempo.

Contro l'inquinamento e lo smog il gas non dà più

 una mano, semmai una manina, e anche a caro prezzo,

 visto quanto le tasse scaldano le bollette. Insomma,

 anche il metano inquin­a,parola dell'Autorità

 garante della concorrenza e del mercato, ­che ha

 costretto l'Aem, l'azienda energetica milanese, a

 rettificare un suo messaggio pubblicitario apparso su

 un quotidiano milanese. Certo, l'inserzione

pubblicitaria non è recentissima: è apparsa il primo

 aprile 1997 (ma l'Antitrust ­non ha tenuto conto

della data particolare), però la correzione» ufficiale è

 arrivata solo l'altro ieri.

L’ indagine dell 'Antitrust era partita nel 1997 dalla

 denuncia del sindacato provinciale aziende di

riscaldamento e prodotti petroliferi Assopetroli. Il

 verdetto era giunto qualche mese dopo, il 15

 gennaio 1998, quando l'Autorità garante aveva

 concluso che la pubblicità aveva ingannato i

 consumatori - lasciando intendere, in modo

 categorico, che il metano è «poco, quasi nulla

 inquinante» - e aveva imposto all’ Aem una

 comunicazione di rettifica.

E la comunicazione, a tutela (tardiva) del consumatore,

 è apparsa sui quotidiano due giorni fa, a

 Ferragosto. Poco meno di un quarto di pagina su cui

 spicca la parola «ingannevole». «L'autorità

 garante della concorrenza e del mercato - si legge nel

 testo - ha ritenuto ingannevole un messaggio

redazionale diffuso dalla società Aem che presentava il

 metano come combustibile «poco, quasi

per nulla inquinante” e “ di gran rispetto ambientale”.In

 realtà – continua la rettifica nero su bianco-

pur costituendo il combustibile che ha

 complessivamente il miglior impatto ambientale fra le

 alternative attualmente disponibili nel settore del

 riscaldamento per usi civili, il meta­no produce

anch'esso una certa quantità di emissioni inquinanti in

 fase di combustione, che possono contribuire

al deterioramento dell'ozono e, ­in generale,

 contribuire alla formazione dello smog».Il parere

 dell'Antitrust è stato sostenuto anche dal Garante per

 l’ editoria coinvolto nella vicenda perché la

 pubblicità dell’ Aem è stata diffusa attraverso un

 quotidiano. In sostanza, come ha argomentato

 l'Antitrust basandosi su una ricca documentazione

 scientifica, il metano è meno inquinante del

gasolio, in una percentuale del 25 per cento ma le

 emissioni di particelle nocive «sono comunque

significative». Ovvero il cielo del gas naturale è un po'

 meno azzurro di quanto hanno voluto farci credere.

Peccato che siano passati quindici anni da quando il metano

 cominciò il suo lavoro tra i fornelli milanesi. Un

 debutto avvenuto nel giugno 1984, a due passi da viale

 Forlanini. Cinquecento, famiglie  tra le vie Montessori

 e  Marco Bruto passarono dal gas manifatturato

 (quello tradizionale, da anni in  uso in città ) al gas

 naturale, presente nel sottosuolo, il metano appunto.

 Allora si prevedeva, per  l'utente «medio», un

 risparmio di 15mila lire ogni tre mesi.

Ci si accorse, al contrario, che il metano la mano non

 la dava certo al portafoglio, che invece contribuiva ad

 alleggerire.Visto che sulla fonte di energia, che stava

 via via sostituendo soprattutto gasolio e carbone, il

 carico fiscale si era fatto particolarmente pesante. Fino

 a pagare il 120 per cento di tasse sulle bollette. Ma su

 questo -è certo- non arriverà nessuna rettifica.